Dedica di Elio Filippo Accrocca
su Portonaccio
A Giuseppe Ungaretti perché gradisca l'omaggio di un discepolo. Elio Filippo Accrocca
Evento e curiosità
Significativo è stato il legame tra Giuseppe Accrocca e Giuseppe Ungaretti. Accrocca è stato allievo -o discepolo, come egli stesso preferiva appellarsi- di Ungaretti nel periodo universitario, laureandosi con lui con una tesi sulla Poesia italiana della Resistenza, nel 1947. Quando i due poeti si sono conosciuti, dai primi incontri, sono rimasti profondamente colpiti dalla sensibilità insita nelle rispettive poetiche e considerazioni della realtà. Così, la produzione poetica di Accrocca, pur appartenendo egli alla generazione successiva, è stata influenzata dalla lezione ricevuta dal maestro dell’Ermetismo, il quale ha curato, proprio per il suo allievo Accrocca, la Prefazione di Portonaccio (1949). Entrambi hanno saputo esprimere il dolore dei conflitti mondiali, interrogando gli eventi accaduti a loro prossimi e delineando una visione dell'esistenza umana segnata dalla sofferenza, ma contraddistinta da un inesauribile desiderio di vivere. Come si legge nella Prefazione al volume, dedicata ad Accrocca, «la sua poesia è (...) è densa d'affetti di tenerezze, quasi silenziosa». Dunque, tra i due autori, protagonisti della storia della poesia italiana del Novecento, si è sviluppato un profondo e solido legame letterario, alla ricerca di uno stile poetico originale e allo stesso tempo essenziale e autentico, ricca di immagini che possano richiamare alla mente e al cuore la memoria, per recuperare il passato e mantenere vivi gli affetti.
Il volume
Dati bibliografici
- Titolo
- Portonaccio
- Autore
- Elio Filippo Accrocca
Il dedicatore
Elio Filippo Accrocca
La vita del poeta e scrittore Elio Filippo Accrocca si è svolta sempre a Roma, città centrale nella sua biografia e nelle sue opere. Il bombardamento del quartiere di San Lorenzo, dove viveva con la sua famiglia, del 19 luglio 1943, ha influenzato tutta la sua attività intellettuale e artistica, così da affermarsi come uno dei grandi poeti postbellici italiani. Sopravvissuto all’evento, scrisse una poesia, senza titolo, inserita nella sua prima opera, Portonaccio, del 1949.